Caos M5S, la mossa a sorpresa di Grillo per stemperare gli animi. Ma è solo una tregua apparente

Dopo giorni di alta tensione, la mossa del direttivo scelto dal fondatore per tentare la mediazione, ma il risvolto positivo resta comunque abbastanza complicato

di Simone Gioia

Dopo dei veri e propri giorni di fuoco in casa MoVimento 5 Stelle (forse i più difficili da quando sono in politica), divisi tra litigi pubblici e privati tra il fondatore Beppe Grillo e l’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (che solo qualche giorno fa sembrava il leader in pectore del Movimento, pronto a rivoluzione quel che fu il “Movimento del Vaffa” verso un “partito moderato”), arriva la tregua (almeno apparente): con un post a sorpresa di Grillo pubblicato due giorni fa sulla sua pagina Facebook, il garante dei 5 Stelle ha nominato un direttivo a sette teste (quasi tutti esponenti di peso), con il compito di attuare le “modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori” del Movimento 5 Stelle. Che tradotto vuol dire che il direttivo ha la disperata mission di trovare una mediazione per evitare, alla vigilia di appuntamenti elettorali importantissimi (a partire dalle amministrative), una scissione che sancirebbe la parola fine alla storia del Movimento.

Grillo-Conte, uno scontro inatteso

Era tutto pronto per la celebrazione del matrimonio tra Giuseppe Conte e il MoVimento 5 Stelle, con la benedizione di Beppe Grillo, ma poi qualcosa si è inceppato (lo statuto, nelle affermazioni pubbliche dei due, il vero nodo insuperabile) e tutto si è clamorosamente complicato: scambio di mail, conferenza stampa di Conte, replica di Grillo, controreplica di Conte, video di risposta di Grillo, ennesima risposta di Conte: scontro frontale a tutto campo tra i due. Lo strappo, almeno a livello umano, sembra impossibile da ricucire. Troppi gli attacchi di Beppe Grillo nei confronti di Conte, con un rapporto che sembra ai minimi storici, e difficilmente i due potrebbero andare avanti assieme. Ma come spesso la politica ci insegna: mai direi mai.

Cosa succede ora?

Conte ha indubbiamente provato, negli scorsi giorni, a giocarsi il tutto per tutto, facendo all in (per dirla usando un termine pokeristico), tentando di “cacciare” fuori dal Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, forte del sostegno di gran parte dei parlamentari (soprattutto senatori). Grillo, invece, un po’ a sorpresa, prendendo in contropiede tutti, ha prima sfidato parlamentari ed elettori a suon di video, partendo dal presupposto che non sia più Conte l’uomo giusto in grado di rilanciare il Movimento (e prima si era preso un abbaglio?) per poi, con la nomina del direttivo, fare retromarcia, accettando il tentativo di mediazione richiesto all’unanimità dalla base. Ora si aggrappa al buon esito del lavoro dei “suoi mediatori” (Di Maio e Fico su tutti), nella speranza di poter ricompattare quel che resta di un Movimento che si sfarina sempre di più ogni giorno che passa. Ma potrebbe essere una mossa del tutto di facciata per costringere Conte a non cercare più lo scontro, accollando all’ex Presidente del Consiglio tutto il peso della rottura.

Come ne esce Grillo?

Male, anzi direi malissimo. Al di là di come finirà la mediazione (si attende già nella giornata di domani un feedback), tutto l’universo 5 Stelle rimprovera a Grillo il suo ritorno sulla scena a gamba tesa, quando sembrava che stesse funzionando tutto così bene, con Conte apprezzato da almeno 2/3 dei dirigenti 5 Stelle e voluto quasi all’unanimità dagli elettori 5 Stelle, pronto a fare sintesi tra le mille anime diverse del mondo 5 Stelle. Ma questo bruttissimo incidente (imprevisto soprattutto) rischia non solo di buttare all’aria tutto il progetto Conte (forse siamo già ai titoli di coda) ma anche di minare la credibilità del comico genovese, che tanto si è speso dal 2007 ad oggi per il suo Movimento.

Come ne esce Conte?

Non è sicuramente felice di come si sia evoluta la vicenda, ma obiettivamente si fa fatica a credere che l’ex premier ne esca male: se resta nel Movimento, avrà l’investitura del leader, l’uomo che è stato capace di sfidare e “battere” Grillo dall’interno e democraticamente (ipotesi assai remota); se va male, e quindi le strade dovessero separarsi, Conte si giocherebbe la carta del Movimento tutto suo (non ama la definizione del partito personale, ma lo schema sarebbe quello), con un ulteriore elemento di rafforzamento della sua posizione oltre al forte consenso: la credibilità. Verrebbe visto come colui il quale non si è abbassato di fronte al padre padrone, ma anzi ha provato, fino all’ultimo istante, a ricucire uno strappo grande quanto una casa. Comunque, in tutte e due le opzioni, Conte ne uscirebbe vincitore (anche se la strada del partito personale è pericolosa e dispendiosa, e l’esperienza di Mario Monti ce lo ricorda).

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, per capire il futuro del mondo 5 Stelle, di Beppe Grillo, e, soprattutto, dell’avvocato del popolo, ma Grillo, con un colpo di genio, è riuscito ancora una volta a sorprendere tutti: ora la patata bollente è tornata in un campo quantomeno considerato neutrale dalle parti: riusciranno i sette saggi a ricucire lo strappo? Chi vivrà vedrà cantava Jimmy Fontana. E a noi, quindi, non resta che attendere.

Speciale Euro 2020 – Belgio-Italia: Azzurri strepitosi, si va a Wembley!

di Pasquale Zaccaro, Simone Gioia e Iacopo Fiorinelli

Un’altra grande partita, un’altra “notte magica”. Nemmeno il Belgio di De Bruyne e Lukaku riesce a fermare la corsa degli Azzurri, che sembrano proprio non voler smettere di sognare. L’Italia interpreta l’incontro in maniera esemplare. Tutto il lavoro fatto dal Mancio annichilisce un Belgio arrivato a questo quarto di finale con tutti i favori del pronostico. La compagine di Martinez prova a premere sull’acceleratore per i primi dieci minuti, poi vengono fuori gli Azzurri. Dal gol annullato a Bonucci per offside, in poi, prendiamo in mano il pallino del gioco. Il Belgio si affida alle ripartenze, arriva alla conclusione con De Bruyne e Lukaku ma uno strepitoso Donnarumma dice no. L’Italia costruisce dal basso e fa la partita. Arriviamo al tiro due volte con Chiesa ed andiamo a segno con Barella ed Insigne, che con grinta e con grande forza trovano due gioielli. Il Belgio resta in piedi grazie ad un rigore per fallo su Doku, che viene toccato da Di Lorenzo in area di rigore e si lascia cadere. Nel secondo tempo l’Italia continua ad avere il controllo della gara. Il Belgio è tutto nelle fiammate dell’ottimo Doku e nel tentativo sotto porta di Lukaku neutralizzato da un sontuoso Spinazzola. Il terzino azzurro si propone anche nell’area di Courtois su assist di Insigne ma non centra la porta. Avrebbe meritato la marcatura prima di dire addio all’Europeo per l’ennesimo infortunio della sua carriera. Forse Mancini temporeggia un attimo di troppo per i cambi ma l’Italia gioca bene, vince e convince. Per cui va bene così. Ha ragione lui, anche questa volta, perché andiamo tutti a Wembley!

Pasquale Zaccaro

LE PAGELLE

BELGIO

Courtois 5
Alderweirel 5
Vermaelen 5
Vertonghen 5
Meunier 5.5
69′ Chadli SV
74′ Praet 5.5
Tielemans 5
69′ Mertens 5.5
Witsel 5
T. Hazard 5
De Bruyne 6.5
Doku 7
Lukaku 6
All. Martinez 5.5

ITALIA

Donnarumma 7.5
Di Lorenzo 5.5
Bonucci 7.5
Chiellini 8
Spinazzola 7.5
79′ Emerson 6
Barella 7.5
Jorginho 7
Verratti 5.5
74′ Cristante 6
Chiesa 7
90′ Toloi SV
Immobile 4.5
74′ Belotti 5.5
Insigne 8
78′ Berardi SV
All. Mancini 8

Simone Gioia

TOP E FLOP

TOP

Chiellini 8: Al rientro dopo l’infortunio gioca una partita sontuosa. Segue Lukaku ovunque egli vada, fa a sportellate per tutta la partita e vince praticamente tutti i duelli con l’attaccante belga. Un leader, un guerriero, un muro. In una parola, capitano.

Barella 7.5: Dopo le critiche per una partita al di sotto delle sue possibilità contro l’Austria, risponde presente. Lo fa a modo suo, macinando chilometri su chilometri e inventandosi il gol che sblocca il risultato con un destro a incrociare da urlo.

Insigne 8: Ad inizio partita si accende ad intermittenza. Poi tira fuori dal cilindro la specialità della casa: tiro a giro da fuori area e palla all’incrocio dei pali. Il gol lo esalta e nella ripresa dà letteralmente spettacolo. Finalmente una notte da numero 10.

FLOP

Di Lorenzo 5.5: Soffre molto la velocità e la fisicità di Doku. L’ingenuità con cui provoca il fallo da rigore a fine primo tempo poteva costare caro agli Azzurri. Non ha esperienza in partite di questo livello e si vede. Rimandato.

Immobile 4.5: Lotta, sgomita, ma non colpisce mai. Perde quasi tutti i duelli con i centrali belgi, sbaglia una quantità infinita di appoggi e non riesce praticamente mai a dialogare con i compagni. É lui il vero assente ingiusitificato della partita.

Hazard T. 5: Chiesa agisce dalla sua parte e lo costringe spesso a rincorrere, complice l’inferiorità numerica su quel lato del campo. Ha la sua parte di responsabilità nel gol di Barella. La star of the match con il Portogallo ha deluso nella sfida contro gli Azzurri.

Iacopo Fiorinelli

Speciale Euro 2020 – Italia-Austria: Chiesa e Pessina mandano in paradiso gli Azzurri, l’Italia è tra le migliori otto d’Europa

di Simone Gioia, Pasquale Zaccaro e Iacopo Fiorinelli

Centoventi minuti infiniti, di una partita infinita, durata quattro tempi e almeno un paio di vite. L’Italia, sulle ali dell’entusiasmo, credeva (forse) di superare la pratica Austria nei 90′. E invece è stata più dura del previsto, e solo un super gesto tecnico di Federico Chiesa ad inizio primo tempo supplementare ha sbloccato la partita. È senz’altro l’Europeo delle sorprese, e Pessina ne è la prova vivente: da non convocato a capocannoniere della squadra (con due gol, come Ciro Immobile e Manuel Locatelli). Anche oggi decisivo, con un gol che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a oltre cinquanta milioni di tifosi Azzurri. Si pensava che fosse finita davvero dopo il gol dell’atalantino, ma l’Austria ha dimostrato di avere davvero sette vite, e nel secondo tempo supplementare è rientrata sorprendentemente in partita, lottando fino all’ultimo minuto. Ma a gioire, al fischio finale, è l’Italia: la squadra di Mancini è tra le migliori otto d’Europa, gli Azzurri sono ai Quarti di Finale. E ora sotto a chi tocca: Lukaku o Ronaldo?

Austria osso duro. I primissimi minuti degli Azzurri non sembrano promettere bene, a causa della fortissima pressione dell’Austria, che sin da subito mostra un atteggiamento sorprendentemente “coraggioso”. Superata la fase iniziale però, l’Italia del Mancio viene fuori, mettendo in campo le sue solite caratteristiche: scambi ravvicinati, freccia Spinazzola a sinistra e tante verticalizzazioni per Ciro Immobile. Al 17′ la prima occasione del match è proprio per gli Azzurri: grandissima giocata di Spinazzola, che entra in area di rigore superando Lainer e scarica al limite dell’area, dove Barella arriva sparato in corsa e calcia a botta sicura, ma Bachmann è bravissimo e con il piede destro respinge, salvando i suoi. Sul capovolgimento di fronte si affacciano anche gli austriaci dalle nostre parti, rendendosi pericolosi con Marko Arnautovic (vecchia conoscenza del nostro campionato), ma la sua conclusione dalla distanza termina sopra e non di poco la traversa, creando preoccupazione zero per Gigio Donnarumma. I minuti passano, e l’Italia conquista sempre più campo, ma l’Austria è un osso duro, e lotta su ogni pallone, complicando e non poco, i piani degli Azzurri, che fanno fatica a sbloccare la partita. Al 32′ si accende dal nulla Ciro Immobile, con una conclusione dalla distanza pazzesca: il destro del bomber laziale si stampa sul palo però. È la migliore occasione da gol dell’intera prima frazione azzurra. Sul finir di tempo è ancora Spinazzola a rendersi protagonista, con una conclusione dal limite non fortissima, che impegna comunque l’estremo difensore avversario Bachmann, costretto a deviare in calcio d’angolo. Al 45′ spaccato il direttore di gara Taylor manda le squadre a riposo sul punteggio di 0-0, al termine di un primo tempo molto complicato per l’Italia.

Brivido Arnautovic. Gli Azzurri rientrano in campo con un atteggiamento eccessivamente nervoso, e al 50′ la colossale occasione da gol è per gli ospiti: sul fallo di Giovanni Di Lorenzo dal limite (con annessa ammonizione), Alaba s’incarica della punizione, ma il suo sinistro termina sopra la traversa. Sospiro di sollievo per l’Italia e per tutto il mondo azzurro. Undici minuti più tardi è ancora austriaca la migliore palla gol però: sul destro di Sabitzer dalla distanza, la deviazione di Bonucci in calcio d’angolo rischia di finire in rete. L’Italia è in bambola, e al 65′ su un posizionamento difensivo da rivedere, la sponda di Alaba per la zuccata di Arnautovic si trasforma in gol: nulla può Donnarumma sulla conclusione dell’attaccante austriaco. Taylor viene richiamato dal Var però, e dopo diversi minuti di check decide giustamente di annullare il gol all’Austria, per posizione irregolare proprio di Marko Arnautovic. Mancini capisce che è il momento di intervenire con forze fresche, e mette dentro il duo Locatelli-Pessina al posto di Verratti e Barella (molto nervoso oltre che ammonito). Al 74′ altro momento chiave della partita: calcio di punizione laterale per l’Austria, sponda di Hinteregger (forse con un braccio) per Lainer trattenuto da Pessina, ma interviene nuovamente il Var. Gli ospiti protestano perché vorrebbero calcio di rigore, ma Taylor alza il braccio fischiando fuorigioco: secondo sospiro di sollievo per gli Azzurri, che dopo il brivido di Arnautovic sono completamente usciti dalla gara. Nei minuti finali tocca a Chiesa e Belotti, la mossa della disperazione del Mancio, che vuole provare a vincerla a tutti i costi nei 90′. Nell’ultimo minuto di recupero l’ultima occasione della partita è per l’Italia: calcio di punizione laterale ma dal limite per Insigne, palla in mezzo che però non trova nessuna maglia azzurra. Sulla successiva rimessa laterale Arnautovic spazza lungo per evitare qualsiasi rischio, e Taylor manda le squadre ai tempi supplementari. Partita più dura del previsto per i ragazzi di Roberto Mancini, che sono costretti a fare i conti con gli straordinari.

E alla fine arriva Chiesa. L’Italia approccia decisamente bene il primo tempo supplementare, diversamente da come aveva fatto ad inizio secondo tempo. E al 5′ gli Azzurri la sbloccano: apertura di Spinazzola per Chiesa, che stoppa di testa, con il destro se la porta dentro l’area e di sinistro scarica un tiro all’angolino imprendibile per Bachmann, che vale il faticosissimo ma decisivo gol del vantaggio. Tutta la panchina italiana esplode di gioia, e Federico Chiesa viene sommerso dall’abbraccio di tutti i suoi compagni. Al 104′ uno straordinario Bachmann toglie la gioia del gol a Lorenzo Insigne, su una punizione pressoché perfetta. Passa solo un minuto e l’Italia trova anche il gol del 2-0: lancio di Spinazzola dalla metà campo per Insigne, l’ala sinistra del Napoli rientra e la mette in mezzo, dove un Acerbi in insolita posizione da attaccante boa si trasforma in assist man per Pessina, che di sinistro non sbaglia e manda l’Italia ai Quarti di Finale.

Sofferenza infinita. Gli austriaci provano il tutto per tutto, e ad inizio secondo tempo supplementare serve un super Donnarumma ad evitare il gol, sul sinistro potentissimo di Schaub. Al 110′ sui piedi di Sabitzer l’occasione dell’1-2, ma l’austriaco, tutto solo in area di rigore, spara alto. La squadra di Foda non molla di un centimetro però, e al 114′ rientra in partita, con il colpo di testa di Kalajdzic sul calcio d’angolo di Schaub. Nei minuti finali ogni secondo che passa è una sofferenza per l’Italia, ma al 120′ Taylor dice che non c’è più tempo, è finita: l’Italia è tra le migliori 8 d’Europa, e vola ai Quarti di Finale.

Simone Gioia

IL TABELLINO

ITALIA-AUSTRIA 2-1 (d.t.s)

MARCATORI: 95′ Chiesa (I), 105′ Pessina (I), 114′ Kalajdzic (A).

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Spinazzola; Barella (68′ Pessina), Jorginho, Verratti (68′ Locatelli); Berardi (84’ Chiesa), Immobile (84’ Belotti), Insigne (110′ Cristante). All. Roberto Mancini.

AUSTRIA (4-2-3-1): Bachmann; Lainer (115′ Trimmel), Dragovic, Hinteregger, Alaba; Schlager (106′ Gregoritsch), Grillitsch (106′ Schaub); Laimer (114′ Ilsanker), Sabitzer, Baumgartner (89’ Schopf); Arnautovic (97′ Kalajdzic). All. Franco Foda.

Arbitro: Anthony Taylor (ENG).

Ammoniti: Arnautovic, Hinteregger, Dragovic (A), Di Lorenzo, Barella (I).

LE PAGELLE

ITALIA

Donnarumma 6,5

Di Lorenzo 6,5

Bonucci 6

Acerbi 6

Spinazzola 8

Barella 5

68’ Pessina 7,5

Jorginho 7

Verratti 6

68’ Locatelli 6

Berardi 4,5

84’ Chiesa 8

Immobile 5                              

84′ Belotti 5

Insigne 5

110’ Cristante sv

All. Mancini 7,5

AUSTRIA

Bachmann 7

Lainer 6

115’ Trimmel sv

Dragovic 6,5

Hinteregger 5,5

Alaba 6

Schlager 5,5

106’ Gregoritsch 6

Grillitsch 6,5

106′ Schaub 6

Laimer 6,5

114’ Ilsanker sv

Sabitzer 7

Baumgartner 6,5

89’ Schopf 6

Arnautovic 7

97’ Kalajdzic 7

All. Foda 7

Pasquale Zaccaro

TOP E FLOP

TOP

Spinazzola 8: In avvio di gara è incontenibile sulla fascia sinistra. Serve subito un pallone invitante per i piedi di Barella. Con il passare dei minuti gli austriaci gli prendono le misure, ma nel finale di partita torna all’arrembaggio. Suo l’assist per Chiesa in occasione del primo gol e sua anche l’apertura da cui nasce il 2-0. Sempre più decisivo.

Pessina 7.5: Rischia moltissimo con un gomito largo su Lainer in area di rigore che avrebbe potuto costare caro agli Azzurri. Il suo ingresso in campo, però, garantisce all’Italia intensità e dinamismo. É bravissimo ad inserirsi con i tempi giusti e lo dimostra ancora una volta in occasione del gol del 2-0, lasciando partire un diagonale mancino sul quale Bachmann non può nulla.

Chiesa 8: Entra e spacca la partita. Il gol che sblocca il match ha un quoziente di difficoltà elevatissimo, ma lui lo fa sembrare un gioco da ragazzi. Quando parte in velocità dà sempre l’impressione di poter trovare la giocata decisiva. Come sia possibile fare a meno di lui per 83 minuti in una partita così fisica è, onestamente, un mistero.

Arnautovic 7: Tiene in apprensione Bonucci e Acerbi per tutta la partita. Molto bravo nelle giocate di sponda, permette all’Austria di uscire palla al piede da situazioni complicate. Segna un gol che avrebbe potuto spegnere i sogni degli Azzurri, ma fortunatamente il VAR rileva un offside millimetrico.

FLOP

Barella 5: Sfiora il gol nel primo tempo, ma la prestazione non è certo quella che ci si aspetterebbe da un giocatore del suo livello. Prende un’ammonizione per proteste che potrebbe pesare nel prosieguo del torneo. Nervoso e impreciso, giusto sostituirlo.

Berardi 4,5: Sbaglia una marea di stop, prende quasi sempre la decisione sbagliata negli ultimi 30 metri, si muove poco e male. Prestazione deludente per il fantasista del Sassuolo. La sensazione è che la poca abitudine a giocare a certi livelli e in certi palcoscenici si sia fatta sentire. Ai quarti servirà tutt’altra prestazione.

Insigne 5: Decisamente meno brillante rispetto alle partite del girone. Non riesce mai a saltare l’uomo nell’uno contro uno, sbaglia alcuni appoggi semplici per un giocatore della sua tecnica. Cresce nel finale di partita. Non a caso, l’azione del gol di Pessina nasce dai suoi piedi.

Iacopo Fiorinelli

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“Voce dal Mondo” Episodio 9 – I dodici giorni di Caracas

di Domenico Barbato

È stato un febbraio caldo quello venezuelano. Nel giro di dodici giorni il presidente Nicolás Maduro ha preso delle “scottanti” decisioni, alimentando i dubbi su una possibile svolta a destra della sua politica “chavista”. Mentre nel paese continua ad esserci una pesante crisi economica e umanitaria che ha portato l’inflazione a toccare un “irreale” tasso del 3000%. Nell’anno del Bicentenario della “storica” battaglia d’indipendenza Carabobo, combattuta da Bolívar, i dubbi su una nuova vera indipendenza del paese si moltiplicano e allontanano l’idea di un benessere comune della popolazione venezuelana con Maduro. Ne parliamo con l’esperto di relazioni internazionali venezuelane, Jhonathan Simanca.

Episodio 9 -” I dodici giorni di Caracas” di Domenico Barbato

Speciale Euro 2020 – Italia-Galles: Pessina da sogno, Azzurri primi e a punteggio pieno

di Iacopo Fiorinelli

L’Italia di Mancini vince ancora ed eguaglia il record della Nazionale di Pozzo: trentesimo risultato utile consecutivo e primo posto nel Girone A. Nonostante il massiccio turnover, gli Azzurri si impongono per 1-0 sul Galles grazie a una rete di Pessina al 39′. Rispetto alle partite contro Turchia e Svizzera, questa volta l’Italia impiega una mezz’oretta per alzare i giri del motore e iniziare ad assediare la porta avversaria. Nella ripresa, complice anche l’espulsione di Ampadu, la squadra di Mancini mantiene il possesso palla e gestisce le energie in vista degli ottavi di finale, in programma sabato 26 giugno alle ore 21 a Wembley. Per conoscere gli avversari degli Azzurri si dovrà attendere l’esito dello scontro diretto per il secondo posto nel Girone C tra Austria ed Ucraina, che andrà in scena lunedì 21 giungo alle 18 a Bucarest. Tra le note positive della giornata vi sono sicuramente le prestazioni di Pessina, Chiesa e Verratti, oltre ad aver mantenuto ancora una volta la porta inviolata.

CRONACA

L’Italia prova fin da subito a dettare il proprio gioco, ma la manovra è meno fluida del solito e gli Azzurri non riescono ad imporre il proprio ritmo in avvio di gara. Con il passare dei minuti la tensione dei tanti esordienti in questa competizione lascia il posto alla qualità tecnica della squadra di Mancini, che inizia a presentarsi con costanza dalle parti di Ward. La prima occasione arriva al 25′ con Belotti, che si smarca benissimo in posizione defilata, ma incrocia troppo il tiro e non trova lo specchio della porta. Due minuti più tardi risponde il Galles: corner perfetto di Ramsey per la testa di Gunter, che anticipa tutti sul primo palo e non trova il gol per questioni di centimetri. Al 30′ Bastoni scodella un bellissimo pallone in area per Chiesa, che controlla e lascia partire un tiro potentissimo col destro, ma Ampadu salva sulla linea di porta. L’Italia continua ad attaccare a testa bassa per andare a riposo in vantaggio e al 39′ sblocca la partita: Verratti batte una punizione sul primo palo, Pessina si inserisce coi tempi giusti e sfiora il pallone quel tanto che basta per indirizzarlo verso l’angolino. Gli Azzurri tornano, così, negli spogliatoi con un gol di vantaggio e il primo posto del girone già ipotecato.

Nella seconda frazione di gioco l’Italia sfiora il raddoppio con Bernardeschi, che al 53′ colpisce in pieno il palo con un calcio di punzione rasoterra che sorprende Ward. Un minuto più tardi il Galles sfiora il pareggio con Ramsey, che si smarca a pochi passi dalla porta di Donnarumma con una finta di corpo, ma poi litiga col pallone e perde l’attimo per concludere a rete, permettendo alla difesa azzurra di rientare e allontanare la minaccia. A spegnere ogni speranza del Galles ci pensa, poi, Ampadu, che al 56′ si procura un rosso diretto per un intervento durissimo su Bernardeschi e lascia in inferiorità numerica i suoi. Al 65′ Chiesa semina il panico sulla destra e serve un’ottima palla per Belotti, ma la sua conclusione non riesce a battere Ward. Quando ormai l’Italia sembra in pieno controllo, il Galles ha una clamorosa chance per pareggiare i conti: dagli sviluppi di un calcio da fermo, Bale si trova tutto solo a pochi metri dalla porta di Donnaruma, ma il suo sinistro al volo si spegne alto sopra la traversa. Da quel momento in poi per gli Azzurri è ordinaria amministrazione. Nel finale di partita c’è spazio anche per Raspadori, Cristante, Castrovilli e Sirigu. L’Italia chiude così il Girone A con tre vittorie in tre partite, sette gol fatti, zero gol subiti e, forse, la consapevolezza di poter sognare in grande.

TABELLINO

ITALIA (4-3-3): Donnarumma 6 (89’ Sirigu sv); Toloi 6, Bonucci 6 (45’ Acerbi 6), Bastoni 7, Emerson 6.5; Pessina 7 (87’ Castrovilli sv), Jorginho 7 (75’ Cristante 6), Verratti 7.5; Bernardeschi 6.5 (75’ Raspadori 6), Belotti 6, Chiesa 7. All. Mancini 7.

GALLES (3-4-3): Ward 6; Gunter 6, Rodon 6.5, Ampadu 5; Roberts 5.5, Morrell 5.5 (60’ Moore 5.5), Allen 5.5 (86’ Levitt sv), N. Williams 6 (85’ Davies sv); Bale 5 (85’ Brooks sv), Ramsey 5, James 6(74’ Wilson 5.5);. All. Page 6.

Rete: : 39’ Pessina (I).

Ammoniti: Allen (G), Gunter (G), Pessina (I).

Espulso: 56′ Ampadu (G).

Arbitro: Ovidiu Hategan (Romania) 7.

TOP E FLOP

TOP

Verratti 7.5: La più bella notizia del pomeriggio per Mancini, il metronomo del PSG dimostra di essere essere un elemento fondamentale per questa Nazionale. Tocca una marea di palloni, è sempre nel vivo del gioco. Personalità da vendere.

Pessina 7: Parte in punta di piedi, ma dopo il gol si esalta e gioca una grande partita. Perfetto negli smarcamenti senza palla. Mostra dinamismo e grande spirito di sacrificio. Può essere l’arma in più di questa Nazionale.

Chiesa 7: Tutti i riflettori erano puntati su di lui, il grande escluso delle prime due partite. Come al solito, non delude le attese. Nell’uno contro uno spesso è imprendibile. Che sia dall’inizio o a gara in corsa, gli Azzurri avranno un gran bisogno dei suoi strappi.

FLOP

Ampadu 5: Lascia la squadra in dieci per un intervento scellerato su Bernardeschi. Un errore imperdonabile.

Bale 5: Ha voglia di mettersi in mostra e trascinare la squadra ma non riesce ad incidere praticamente mai. Nella ripresa ha la chance di pareggiare, ma getta al vento una clamorosa occasione da gol. Da un giocatore del suo livello, ci si aspetta di più.

Ramsey 5: Tanto fumo e niente arrosto. Nessuno discute le sue qualità tecniche, ma del centrocampista box to box ammirato con la maglia dei Gunners oggi resta solamente il ricordo. Nebuloso.

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Speciale Euro 2020 – Italia-Svizzera: Locatelli è super, gli Azzurri volano agli Ottavi di Finale

di Iacopo Fiorinelli, Simone Gioia e Pasquale Zaccaro

Dopo il 3-0 contro la Turchia, l’Italia concede il bis. Gli azzurri mettono in mostra un’altra prestazione convincente, l’ennessima della gestione Mancini, e staccano il pass per gli ottavi di finale con una giornata di anticipo. Contro la formazione elvetica le firme sono quelle di un sontuoso Locatelli, autore di una doppietta, e di Ciro Immobile, autore di due gol in due partite in questo Europeo. É stata un’Italia bella, intensa, fisicamente inarrestabile. Forse l’ottimo lavoro del ct Mancini si riassume così: la sua nazionale è affiatata, organizzata e a tratti gioca a memoria, come se fosse una squadra di club. Per conquistare il primo posto nel Girone A, agli Azzurri sarà sufficiente un pareggio nella sfida contro il Galles, in programma domenica 20 giugno alle ore 18.00 allo Stadio Olimpico di Roma. L’unica nota stonata della serata è stata l’infortunio di Giorgio Chiellini, costretto ad abbondonare il terreno di gioco al 24′ del primo tempo per un risentimento muscolare, dopo che pochi minuti prima si era visto annulare un gol per fallo di mano. In attesa degli accertamenti, però, le condizioni del capitano non destano grande preoccupazione.

CRONACA

Dopo aver studiato gli avversari nei primi minuti della gara, gli Azzurri alzano il ritmo e costringono la Svizzera a difensersi nella propria metacampo con tutti gli effettivi. All’11’ arriva la prima occasione da gol: Spinazzola lascia sul posto Mbabu e crossa al centro per Immobile, che però di testa non riesce a trovare lo specchio della porta. Gli Azzurri continuano a spingere e al 19′ trovano la via del gol con Chiellini dagli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il russo Kasarev, con l’aiuto del Var, annulla giustamente la rete per un tocco di mano del capitano. Poco male per gli Azzurri perchè al 26′ Locatelli mette a segno la prima marcatura della partita: proprio il centrocampista del Sassuolo inizia l’azione con uno splendido lancio per Berardi, che parte sulla destra, dribbla Rodriguez e mette in pezzo un pallone che lo stesso Locatelli deve soltanto spingere in rete. Nel finale del primo tempo l’Italia non toglie il piede dall’acceleratore e sfiora il raddoppio, prima con un tiro a giro di Insigne che Akanji salva quasi sulla linea e dopo con Spinazzola, che prova a superare Sommer con un tocco da calcetto, ma la palla si perde sul fondo.

Nella ripresa il copione non cambia e gliAzzurri trovano il raddoppio al 52′ con un gran gol di Manuel Locatelli. Il centrocampista del Sassuolo riceve da Barella al limite dell’area di rigore, stoppa e lascia partire col mancino un missile sul quale Sommer non può nulla: 2-0 e qualificazione in cassaforte. Al 64′ arriva la prima e unica fiammata della Svizzera, ma Donnarumma risponde presente ad una doppia conclusione ravvicinata di Zuber. Un minuto più tardi l’Italia sfiora la terza rete con Berardi che, servito in velocità da Locatelli, supera Akanji, ma il suo sinistro termina alto. Gli Azzurri continuano a macinare occasioni da gol, ma Immobile spreca due volte a tu per tu con Sommer. Nel finale, però, il bomber della Lazio si riscatta e chiude definitivamente i conti con un destro da fuori area che l’estremo difensore svizzero non riesce a respingere: terza gioia azzurra e qualificazione aritmetica agli ottavi di finale!

A cura di Iacopo Fiorinelli

LE PAGELLE


ITALIA
Donnarumma 6.5
Di Lorenzo 6
Bonucci 6.5
Chiellini 6.5
24′ Acerbi 6
Spinazzola 7
Barella 6.5
41′ st Cristante sv
Jorginho 7
Locatelli 8
41′ st Pessina sv
Berardi 6.5
24′ st Toloi 6.5
Immobile 6.5
Insigne 6
25′ st Chiesa 6.5
All. Mancini 7.5

SVIZZERA
Sommer 4.5
Elvedi 5
Schar 5
13′ st Zuber 6.5
Akanji 5
Mbabu 5
13′ st Widmer 5
Freuler 5.5
39′ Sow sv
Xhaka 5
Rodriguez 5
Shaqiri 6
31′ st Vargas sv
Seferovic 5
1′ st Gavranovic 5
Embolo 5.5
All. Petkovic 5

A cura di Simone Gioia

TOP E FLOP

TOP

Locatelli: subito nel vivo del gioco. Non sembra un esordiente. Due goal cercati ed arrivati quasi con naturalezza. Talento.

Spinazzola: un pendolino sulla fascia sinistra. Crea problemi anche ai difensori centrali della Svizzera. L’elvetico Mbabu viene schiacciato e riesce soltanto a ripartire in poche circostanze. Spina-zzola.

Xhaka: la mente della squadra di Petkovic. Prova ad impostare ed a dirigere gioco e compagni ma non è supportato con altrettanta qualità. Ne sentiremo parlare molto. Rosa nel deserto.

FLOP

Jorginho: giornata un po in ombra per il regista azzurro. C’è ma non si vede. Ci aspetta di più da lui. Anche perché ieri si è giocato poco a centrocampo. In affanno.

Seferovic: scende in campo ma non se ne accorge alcuno. Non si vede neanche nei primissimi minuti, quando la Svizzera prova a spingere un po. Non il massimo per una nazionale di un buon livello. Ologramma.

A cura di Pasquale Zaccaro

LA FOTOGALLERY

Foto: Instagram Azzurri

Speciale Euro 2020 – verso Italia-Svizzera: pronostico e probabili formazioni

di Pasquale Zaccaro

Dopo una prima giornata che ha confermato un’Italia giovane, bella e convincente ci apprestiamo ad assistere al match tra gli Azzurri e la nazionale elvetica guidata da Vladimir Petkovic. Il big match del Gruppo A. La Svizzera è una nazionale spigolosa, con tanta Italia in campo ed in panchina. Non sarà semplice ma se la nostra compagine, guidata da un sublime Roberto Mancini, giocherà come fatto dalle Qualificazioni ad oggi, avrà quasi certamente la meglio. Attese le conferme di Spinazzola e Locatelli che hanno saputo smentire, sul campo, le critiche ricevute. Occhio al centrocampista elvetico, con Xhaka che potrebbe arrivare, anch’egli, nella nostra Serie A.

Azzardiamo un pronostico, contro ogni scaramanzia. Finisce 3-0 per gli Azzurri. Ciro Immobile man of the match!

Probabili formazioni

Italia (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola, Barella, Jorginho, Locatelli, Berardi, Immobile, Insigne. All. Mancini.

Svizzera (3-4-2-1): Sommer, Elvedi, Schar, Akanji, Mbabu, Freuler, Xhaka, Rodriguez, Shaqiri, Seferovic, Embolo. All. Petkovic.

Speciale Euro 2020, la fotogallery del match inaugurale Italia-Turchia

La prima giornata del Campionato Europeo si è ufficialmente conclusa ieri sera, con Francia-Germania. Riviviamo insieme oggi, con le foto esclusive direttamente dallo Stadio Olimpico di Roma, le emozioni del match inaugurale dei nostri Azzurri (che scenderanno in campo questa sera, alle ore 21, contro lo Svizzera, per la seconda giornata).

LA FOTOGALLERY

Giornata nazionale dell’Arma dei Carabinieri, Mattarella: «In prima linea contro il Covid, grazie per il vostro straordinario impegno»

«Con professionalità e abnegazione l’Arma dei Carabinieri si è adoperata, attraverso tutte le sue articolazioni, per contrastare l’emergenza sanitaria che ha condizionato così significativamente la vita del Paese negli ultimi 15 mesi». Così, in occasione del 207esimo anniversario dell’Arma dei Carabinieri, il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

«Dalla vigilanza del rispetto delle misure per contenere la diffusione del virus, all’assistenza delle fasce più fragili della popolazione, dalla consegna di tablet agli studenti per la frequenza delle lezioni a distanza, alla creazione di centri per i tamponi e per la somministrazione dei vaccini, ai numerosi servizi finalizzati alla distribuzione dei sieri e dei dispositivi di protezione, i Carabinieri sono stati in prima linea.

Sergio Mattarella e il l Gen. C.A. Teo Luzi, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

Preziose sono risultate le specifiche competenze del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e di grande rilievo è stato anche l’operato del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro che ha contribuito al rispetto delle misure precauzionali anti Covid-19, favorendo la ripresa delle attività produttive in un’adeguata cornice di sicurezza per la salute dei lavoratori.

Per lo straordinario impegno e la dedizione nel garantire il rispetto delle norme poste a salvaguardia dei rapporti di impiego, delle prestazioni d’opera e per i risultati operativi conseguiti nel contrasto allo sfruttamento illecito delle maestranze e all’odioso fenomeno della tratta degli esseri umani, la Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri, a cui rendo il mio deferente omaggio, è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile.


L’Arma ha continuato nell’impegno diretto a individuare e attuare efficaci strategie di contrasto alle diverse forme di minacce criminali, attratte dalle opportunità di profitto dovute anche alle difficoltà attraversate dal Paese, impegnando tutte le sue componenti territoriali, mobili, speciali e investigative per la tutela della legalità e dei diritti dei cittadini. La riconosciuta competenza e affidabilità nelle operazioni di mantenimento della pace nelle aree di crisi e nella formazione delle locali forze di sicurezza si è espressa, ancora una volta, nelle missioni internazionali a cui l’Italia partecipa.

In questo 207° anniversario di fondazione dell’Arma, rivolgo un commosso pensiero a tutti i Carabinieri che hanno testimoniato con l’estremo sacrificio il loro attaccamento alla Patria e alle Istituzioni e a quanti sono stati feriti. Ai loro familiari rinnovo la affettuosa vicinanza e la riconoscenza della Repubblica. Alle donne e agli uomini dell’Arma, in servizio e in congedo, e alle rispettive famiglie, giungano i più fervidi auguri e la gratitudine di tutti i concittadini. Viva l’Arma dei Carabinieri, viva le Forze Armate, viva la Repubblica!» conclude.

Ecuador, il successo di Lasso alimenta i timori per un nuovo disastro ambientale

di Domenico Barbato

Lo scorso 24 maggio si è insediato al Palacio de Carondelet Guillermo Lasso, il nuovo presidente dell’Ecuador.

“ Guillermo Lasso al Palacio de Carondelet”

Il candidato del Partido Social Cristiano ha vinto il ballottaggio decisivo contro il leader dell’Unes Arauz, dopo aver rischiato di venire estromesso dalla corsa elettorale dal Movimento Indigeno Pachakutik. Il leader Yakù Perez non è riuscito a passare al turno successivo per un piccolo scarto di voti, alcuni dei quali arrivati proprio al fotofinish. Le elezioni hanno messo a dura prova il Consejo Nacional Electoral che al primo turno ha impiegato quindici giorni per comunicare i risultati. Il rischio di corruzione ha fatto si che l’organo procedesse a rilento nel contare le schede elettorali. La lentezza della procedura è stata la chiave della vittoria di Lasso che ha sempre cercato di mantenere attivo un dialogo con le istituzioni, mentre lo sfidante Yakù Perez stava già celebrando il passaggio al secondo turno.

Il leader del Movimento Indigeno Pachakutik, Yakù Perez celebra il probabile passaggio al secondo turno”

Il più votato del primo turno Arauz ha ottenuto solo il 47%, dovendo così arrendersi allo sfidante Lasso.

Lo scontro tra Arauz e Lasso ha tenuto con il fiato sospeso milioni di ecuadoriani

Guillermo Lasso è un imprenditore che possiede diversi conti offshore nelle isole Cayman e in Florida, oltre ad essere un uomo di fiducia per gli americani. In aiuto al Presidente Moreno, Lasso ha trattato con Washington l’estradizione di Julien Assange, a quel tempo rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra, in cambio di una piena immunità. Oltre ad essere stato braccio destro di Moreno, Lasso ha avuto il ruolo di Ministro delle Finanze sotto la presidenza Mahuad. Il banchiere ha trattato direttamente con il Fondo Monetario Internazionale per ottenere un prestito di fronte alla dilagante crisi economica. Il Feriado Bancario del 1998-1999 ha messo a dura prova i risparmi ecuadoriani, portando molti cittadini a tentare addirittura il suicidio.

Il Feriado Bancario del 1998-1999 ha messo a dura prova la popolazione ecuadoriana” 

La situazione oggi non è cambiata, il paese ha un livello di indebitamento pari al 63% del bilancio statale, la disoccupazione è arrivata al 5,7 %. Solo il 34% degli ecuadoriani guadagna uno “stipendio sufficientemente adeguato”. Lasso ha in mente un aumento del salario minimo mensile, a 500 dollari, oltre a tagli fiscali per le piccole imprese e alla creazione di un fondo per stimolare l’imprenditorialità. Lasso ha promesso di mantenere il vecchio accordo con il Fondo Monetario Internazionale, rassicurando gli investitori stranieri. Le idee di Lasso sembrano però non allontanare i problemi endemici dello stato. In particolare, l’estrazione mineraria che insieme a un rafforzamento del settore privato sta accelerando i processi di privatizzazione già in corso. Proprio quaranta giorni prima dell’inizio delle consultazioni elettorali, Andrés Durazno, presidente del sistema di acqua e irrigazione della comunità di Rio Blanco, è stato ucciso a pugnalate, confermando i sospetti su un adeguato rispetto dei diritti umani nello stato. Durazno lottava da tempo contro il progetto minerario della Ecuagoldmining, una società ecuadoregna, ma di proprietà cinese, che mira a costruire una miniera d’oro su un territorio occupato da contadini. Le parti hanno continuato a scontrarsi fino all’8 settembre 2020, quando il consiglio cantonale di Cuenca ha chiesto alla Corte costituzionale di bloccare ogni progetto nelle aree di “ricarica idrica” dei fiumi Tomebamba, Yanuncay, Tarqui, Machángara e Norcay.

Mappa del progetto minerario Rio Blanco che sta alimentando i timori della popolazione indigena dell’area

La consultazione si è tenuta il 7 febbraio, quando oltre l’80% dei votanti si è espresso per lo stop alle attività. La tensione continua ad essere alimentata dall’omicidio di Andrés Durazno, da una parte, e dalla vittoria di Lasso, dall’altra. Con Pérez fuori dai giochi, il timore è che saranno approvate nuove liberalizzazioni. In un paese che ha vissuto il caso Chevron, inquinando buona parte della foresta amazzonica, il rischio di un nuovo disastro ambientale è dietro l’angolo.

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