L’angolo del fitness, episodio 10 – “Scopri come il mental coaching può migliorare la tua vita”

Oggi parliamo con Sebastiano Dusi (www.sebastianodusi.com), mental coach ed ex giocatore professionista di rugby per 15 anni, ma soprattutto amico, attualmente responsabile della preparazione mentale di squadre di serie A di rugby e di diversi rugbisti a livello individuale

di Marco Colciaghi

L’aspetto mentale è ovviamente una componente fondamentale per affrontare qualsiasi sfida, dal raggiungimento di obiettivi sportivi altamente professionali, alle grandi ambizioni lavorative fino alle problematiche quotidiane assolutamente comuni a tutti.

Infatti, la vita frenetica, i troppi impegni e magari qualche preoccupazione di troppo, ci portano sempre di più verso uno squilibrio fisico, ma anche mentale che incide sulla nostra efficacia.

Nello sport, ma anche nella vita di tutti i giorni quindi, avere una corretta preparazione mentale è fondamentale per riuscire a superare i nostri blocchi. Oggi parliamo con Sebastiano Dusi (www.sebastianodusi.com), mental coach ed ex giocatore professionista di rugby per 15 anni, ma soprattutto amico, attualmente responsabile della preparazione mentale di squadre di serie A di rugby e di diversi rugbisti a livello individuale: “Ho conosciuto il coaching vivendo sui campi da rugby. Non ho mai avuto il cosiddetto fisico da rugbista e la maggior parte degli allenatori, dei tifosi e degli amici non perdevano occasione per ricordarmelo. Mi sentivo limitato, ma volevo raggiungere il mio sogno di avere una carriera professionistica. Ho capito presto che avevo due sole possibilità: potevo rassegnarmi e maledire il mio fisico e l’ambiente in cui volevo emergere che non mi stava aiutando, o potevo trovare la mia strada, abbandonando le aspettative degli altri per costruire il mio percorso. Ovviamente ho scelto la seconda! È stato un viaggio lungo, mi sono messo costantemente in discussione e alla fine il lavoro duro ha pagato! Ho dovuto lavorare sulle mie idee, sulle convinzioni (quello che gli altri si aspettavano da me) che ormai erano diventate la mia realtà, ma che mirando ad un obiettivo più alto non mi stavano più aiutando a performare al meglio. Mentre giocavo, non conoscendo professionisti di questo settore, ho dovuto formarmi un po’ da solo studiando sui libri, facendo pratica su in allenamento e in partita e viaggiando, cambiando tante squadre anche all’estero per capire di più riguardo al gioco e a me stesso. Questo mi ha permesso di sperimentare tantissimo e di capire quello che funziona maggiormente, non solo su di me, ma anche sugli altri, e poi una volta smesso di giocare, lo studio e i corsi hanno creato una solida base con cui poter effettivamente accompagnare le altre persone nel proprio viaggio di crescita personale. Il mental coaching è un metodo. È un modo di affrontare la vita, ottimizzando i nostri comportamenti in base a quello che vogliamo raggiungere. Prima di essere sportivi/e, allenatori/trici, manager, genitori e tutti altri ruoli possibili immaginabili, siamo persone con i propri problemi, con i propri limiti.  Questo percorso ci spinge a metterci in discussione, a diventare i protagonisti delle nostre vite e a lavorare efficacemente per raggiungere i nostri sogni!”.

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