L’angolo del fitness, episodio 2 – “Padel: l’importanza della preparazione atletica”

di Marco Colciaghi

Quanto è importante la preparazione atletica nel padel, anche e soprattutto a livello amatoriale?

Nel padel, soprattutto a livello amatoriale, l’importanza della preparazione fisica diventa ancora più significativa e tangibile principalmente per il suo ruolo nella prevenzione dagli infortuni. Una corretta preparazione fisica, infatti, è l’unica via affinché si possano ridurre al minimo le probabilità di incorrere a qualsivoglia lesione, infiammazione e in generale tutti quei problemi (piccoli o grandi che siano) correlati a uno scarso controllo, mobilità o elasticità muscolare e, soprattutto, da un ridotto tono muscolare. Gli atleti di sport di potenza e reattività come il padel (ma anche il basket, il calcio, la pallavolo ecc) dovrebbero fondare l’allenamento della forza sugli adattamenti del sistema nervoso. Questo implica l’uso di carichi da moderati (50%-70% del 1RM) a intensi (superiori al 75% del 1RM) sviluppati su uno specifico volume di lavoro, intensità e densità, caratteristiche che poi ne determinano specifici adattamenti, anche neuronali. Adattamenti che quindi sono riscontrabili solo ed esclusivamente con l’utilizzo di sovraccarichi importanti, spostati velocemente e che consentono l’aumento della forza e della potenza, requisiti necessari per l’aumento della velocità di contrazione senza un aumento della massa muscolare. In generale meglio non fidarsi di allenamenti standardizzati, uguali per tutti e mirati a uno specifico obiettivo. L’allenamento è una risposta estremamente individuale. A parità di allenamento ognuno risponde in maniera diversa e per chi ancora pensa, oggi, di poter ottenere dei benefici equiparabili a quelli di un professionista semplicemente seguendo il suo allenamento beh… forse c’è da rivedere un attimo qualche concetto base di fisiologia applicata all’esercizio. È un po’ come se un ragazzo qualunque si mettesse a provare una ricetta dello chef stellato più famoso d’Italia. Magari seguirà nel dettaglio le procedure utilizzando i migliori ingredienti in circolazione, ma il risultato finale sarà sicuramente diverso. Altrimenti saremmo tutti numeri uno. L’allenamento deve essere, quindi, quanto più personalizzato possibile soprattutto nella somministrazione dei carichi. È fondamentale quindi farsi seguire da un professionista, soprattutto se non avete nessuna intenzione di farvi male e soprattutto se avete voglia di mettervi in gioco seriamente al fine di migliorare le prestazioni in campo. L’allenamento viene costruito sulla base della materia prima che si utilizza. La programmazione, la periodizzazione, il lavoro a fasi alterne del carico, delle intensità e dei volumi, il lavoro in base ai metabolismi coinvolti e sulla rilevanza dei meccanismi fisiologici coinvolti in allenamento e in partita ecc.

Non fare alcun tipo di preparazione ci espone a maggiori rischi. A livello amatoriale i rischi a cui andiamo incontro sono di danneggiare le articolazioni, i muscoli, i tendini ecc. Questo dovrebbe già bastare per far comprendere l’importanza di cominciare un percorso di preparazione fisica. A livello atletico poi, il non fare alcun tipo di preparazione determina sicuramente un calo della performance tale da non reggere i ritmi sempre crescenti a cui si va incontro con il miglioramento della tecnica e giocando sempre più spesso. Parte del problema nasce dal fatto che, chiaramente, le persone iniziano a giocare a padel solo per divertirsi. Quindi giochi oggi, giochi domani, un giorno magari ne giochi 2, magari ti iscrivi a un torneo e in una sola giornata ne giochi anche più di 2, questo ‘troppo’ poi rischia di affaticare, infiammare, disidratare e magari lesionare le strutture più sollecitate. L’elenco di tutte le problematiche che vengono a crearsi a seguito di un eccesso di gioco è talmente lungo che sarebbe impossibile affrontarlo in poche righe, ma vi assicuro che una preparazione fisica (anche base, semplice ma ben strutturata), vi salverà da ogni male.

Altra cosa molto importante oltre alla preparazione fisica è la fase di riscaldamento prima di giocare, anche se si tratta di una partita tra amici. È consigliato sempre un po’ di warm-up, tra i 10 e i 20 min, prima di entrare in campo al di là della partita da giocare. Chiaro è che, a seconda del proprio trascorso come giocatore o sportivo, dovrai quanto meno dedicarti a riscaldare le strutture maggiormente sollecitate, soprattutto se sei un recidivo con certi infortuni. Non è semplice spingere un giocatore a fare il warm-up prima di giocare o anche allenarsi. Diciamo che, spesso, chi lo fa è perché ha, già in passato, avuto strappi o lesioni che, oggi, lo obbligano a riscaldarsi per non rischiare ulteriori problemi. Questa fase di riscaldamento spesso viene sottostimata anche dagli atleti più forti, ma perché? Tutti la vivono come un qualcosa di superfluo. Un gran peccato se pensiamo a tutti i benefici che comporta, non solo in termini di prevenzione ma proprio in termini di prestazione. Immaginate per un attimo due centometristi che fanno una gara, uno esce dagli spogliatoi e si mette subito ai blocchi di partenza, senza nessun allungo, prova di partenza, riscaldamento ecc… L’altro invece va in pista e inizia il suo bel riscaldamento con allunghi, lavori di scioltezza, prove di partenza ecc.. A parità di talento e allenamento, chi avrà la meglio? Oltre che estremamente importante il riscaldamento è, a tutti gli effetti, parte integrante dell’allenamento ma, soprattutto, è parte della competizione. In ambienti professionali e sportivi di élite, il Warm-up ha lo scopo di servire 4 fondamentali principi: attivazione mentale, attivazione fisica, prevenzione dagli infortuni e miglioramento della performance. Il warm-up quindi non è assolutamente da sottovalutare, ma anzi è necessario includerlo in ogni singola sessione di allenamento e soprattutto prima di ogni partita!

Diciamo che far avvicinare le persone alla preparazione atletica non è semplice, la maggior parte la vede come un obbligo, un po’ come quando il paziente con la pressione un po’ alta chiede al proprio medico di farsi somministrare qualche medicina quando basterebbe semplicemente un cambio delle abitudini alimentari e uno stile di vita più attivo, magari andando in palestra e facendo la giusta attività fisica. È importante sensibilizzare le persone a comprendere l’importanza di fare una corretta preparazione fisica, ma in certi ambienti, purtroppo, quando parli di preparazione fisica da fare in palestra la gente ti guarda ancora strano, soprattutto nel mondo del padel. In Italia il padel è uno sport ancora giovane e, finché i circoli e le varie realtà padelistiche non si affideranno a preparatori atletici, sarà difficile che in Italia si possa fare quel salto di qualità tanto sperato e atteso.

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