Un Referendum Giusto

Un’occasione di cambiamento, di vero cambiamento. Cinque quesiti per migliorare il Paese, non soltanto la Giustizia. Gli italiani chiamati al voto ma non informati dello stesso

di Pasquale Zaccaro

Mancano due giorni al Referendum sulla Giustizia e la stragrande parte dei cittadini italiani non sa che domenica 12 Giugno 2022 si vota. Il Paese che danza tra stati vegetativi e deliri del “pensiero” e dell’onestà intellettuale avrebbe bisogno di cambiare non solo la Giustizia. L’informazione, quasi tutta, tenuta sotto scacco da lottizzazioni e poteri forti ha ignorato sapientemente l’appuntamento.

Il Referendum sulla Riforma della Giustizia sottopone all’attenzione degli italiani cinque quesiti. Per quanto possano essere estremamente tecnici e complicati per i non addetti ai lavori, spiegano in modo semplice e chiaro cosa si vuole andare a cambiare e perché.

Il primo quesito è rivolto alla ineleggibilità, alla incandidabilità o alla decadenza dalla carica di membri eletti nelle Istituzioni, a tutti i livelli. Questa legge ha creato ingiustizie e vuoti di potere spesso seguiti da assoluzioni. Ricordiamo ancora che l’Italia è un Paese con una Costituzione liberale e garantista. Tutte le posizioni, tutti i provvedimenti che vanno in contrasto con questi princìpi-pilastri non possono essere compatibili con una Democrazia liberale. Ragion per cui, nel rispetto tanto del percorso della Giustizia quanto, soprattutto, nel rispetto di ogni cittadino che abbia una carica pubblica o meno, non ci si può dilettare a distruggere la vita delle persone per poi lasciarle ferite a vita anche dopo eventuale assoluzione. Ciò è incivile. Criminale.

Quesito 1 – scheda rossa

Il secondo quesito sulle misure cautelari è una richiesta di civiltà da parte del Sistema Giudiziario. Se è vero che bisogna lavorare sui tempi infiniti dei processi è altrettanto vero che, a prescindere da ciò, non si può privare della libertà una persona, in attesa di sapere se è colpevole (!). La narrazione populista, ovviamente, non dice che per i reati gravi non cambierebbe nulla. Anche se, con estrema tristezza, possiamo attestare che con le regole attuali capita che si possano commettere crimini atroci perché nel frattempo non si è intervenuti. Forse, per usare un eufemismo, possiamo migliorare più aspetti. Sia con il voto sia con un atteggiamento davvero etico e non asservito a questo ed a quell’altro potere da parte dei professionisti della Giustizia. Altrimenti sembra che la vita delle persone, per motivi poco nobili, venga estromessa dalla lista delle cose sacre.

Quesito 2 – scheda arancione

Il terzo quesito è rivolto al tema della separazione delle funzioni tra PM e Giudici. Anche qui è chiaro come non possa essere equilibrato e garante di giustizia un’impostazione che prevede il passaggio da PM a Giudice come percorso di carriera unico. Altrimenti dovrebbe valere anche per tutti gli Avvocati. Per tanto si chiede che i percorsi siano distinti, separati. Soprattutto a tutela degli imputati nei processi. Imputati che sono innocenti, sicuramente, sino al terzo grado di giudizio. Occorre, in maniera tragica, ricordarlo nel Paese in cui trovano tribuna, per lo più, manettari, boia e ipocriti.

Quesito 3 – scheda gialla

Il quarto quesito parla della valutazione dei Magistrati. La modifica vuole togliere l’esclusività della valutazione ai Magistrati stessi, nei confronti dei propri colleghi. Nel caso specifico si vuole permettere anche ad altre figure come Avvocati e Docenti universitari di poter valutare la professionalità dei PM. Capisce anche un bambino che la valutazione tra colleghi in carriera lascia il tempo che trova.

Quesito 4 – scheda grigia

Il quinto quesito chiede di riformare la modalità per potersi candidare al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Ad oggi è previsto che vengano raccolte delle firme per poterlo fare. Questo meccanismo favorisce le sole candidature di chi appartiene ad una corrente, perché troverà le firme ed automaticamente riuscirà a farsi eleggere. La modifica di questo meccanismo metterebbe in condizioni eque tutti coloro che dovessero decidere di candidarsi al CSM eliminando la certezza di pochi di essere poi eletti perché sostenuti da una parte già predominante all’interno dell’organo. In pratica un meccanismo davvero democratico a dispetto di quanto accade oggi e da sempre.

Quesito 5 – scheda verde

Questo è quanto rispetto alla Giustizia nel Bel Paese. Se oggi siamo qui a dover affrontare queste situazioni, che sono lo scheletro di un Paese sostanzialmente sbagliato, è perché nel momento in cui chiunque mette le mani su ciò che va cambiato finisce per sbattere contro un muro. Allora si chiede al Popolo di dare un segnale. Sino ad oggi, però, proprio il Popolo ha scelto di essere populista, di non informarsi, di non partecipare o di stare dalla parte degli ideologismi, delle bandiere, del tengo famiglia, della narrazione distorta, della disinformazione. Puntualmente rimaniamo delusi perché non è cambiato, nulla.

Capita che ci sia qualcuno, di tanto in tanto e per fortuna, che con lungimiranza si spende per dare un’opportunità di cambiamento, di reazione, per dare un futuro migliore. Proviamo a scegliere il vero cambiamento, le vere migliorie. Proviamo ad uscire da quella comfort zone che non è altro che la dipartita cerebrale del pensiero e delle azioni migliori che potremmo compiere.

Ricordiamoci di essere individui, liberi e pensanti. Senza ciò non possono esistere collettività e buone regole. Non esiste una verità, non esiste il giusto, magari calati dall’alto o per partito preso. Esiste il coraggio di esprimere un libero pensiero, esistono le persone ed il proprio pensiero. Il cambiamento passa da tutto ciò. L’alternativa è quella di subire, in maniera passiva.

Alziamo la testa. Alziamo il volume del pensiero. Scegliamo.

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